domenica 29 giugno 2008

POVERA PATRIA





Ha proprio ragione Emilio Fede quando dice "Guardate che agli italiani dei guai di Berlusconi, non frega niente". La maggioranza degli italiani, quelli che lo hanno votato si riconoscono nel leader.

Molto probabilmente se avessero guai con la giustizia modificherebbero la giustizia. o la eviterebbero. Quando mettono sotto qualcuno, scappano. Sono poveri ma non lo ammettono, mentono a se stessi e agli altri. Sono indebitati fino al collo ma girano col rolex e il suv e hanno tre telefonini. Scaricano le suonerie più nuove e si divertono a fartele sentire. Chiamano i carabinieri se il vicino scoreggia un po più forte, o se in piazza c'è musica. Ti prendono a cazzotti se non gli lasci il parcheggio. Odiano tutto e tutti. Hanno trovato il loro capro espiatorio e sono contenti.

I figli devono frequentare le meglio scuole, dove non ci sono extracomunitari o rom. Alimentano al parossismo il concetto di vita come competizione. Tirano su bambini che presto avranno bisogno dell'analista. Intanto i veri criminali, quelli che hanno messo famiglie sul lastrico, stanno agli arresti domiciliari in ville da sogno.

Poveri italiani, poveretti davvero

DIFESA DA GUAI CON LA GIUSTIZIA

«alcuni pm politicizzati che sono la metastasi della nostra democrazia». (Berlusconi Silvio)


Il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto “lodo Schifani bis”, il disegno di legge sull'immunità delle più alte cariche istituzionali. Il provvedimento garantisce così la sospensione dei processi penali in corso per le quattro alte cariche dello Stato (Capo dello Stato, presidenti di Camera e Senato, presidente del Consiglio) per tutta la durata del loro mandato per i reati non commessi nell'esercizio delle loro funzioni. Le norme, su sollecitazione del governo e per decisione della Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, approderanno nell'Aula della Camera lunedì 28 luglio. Un provvedimento simile, approvato nel 2003, era stato giudicato incostituzionale dalla Corte Costituzionale. (L'Unità)

DIFESA DEL TERRITORIO



"Le Forze armate per controllare il territorio delle citta', incalza il leader si usano solo in Colombia contro il terrorismo e l'insurrezione armata". (Antonio Di Pietro)

DIFESA DELLA RAZZA





« È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. [...]"(La difesa della razza, anno I, numero 1, 5 agosto 1938, p. 2)



ESISTONO GRANDI RAZZE E PICCOLE RAZZE. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente. ( 5 agosto 1938)

domenica 22 giugno 2008

FORD RAVENSTOCK


Giovedi scorso c'è stato l'incontro con gli amici Susanna (Raule) ed Armando (Rossi) per la presentazione di Ford Ravenstock: l'allegria dei naufragi (Arcadia). Con Armando c'è un'amicizia di lungo corso (quasi vent'anni), con Susanna qualcosa di meno. Sono belle persone oltrechè due professionisti di rara bravura. Vi consiglio caldamente di avvicinarvi al loro lavoro, non rimarrete delusi

sabato 21 giugno 2008

PAROLA DI CAMILLERI





Una feroce satira contro il fascismo strisciante di Berlusconi, Fini e Bossi e la non opposizione di Veltroni (uno speciale per Micromega

Si commenta da se





domenica 15 giugno 2008

PAZIENZA ANDREA



il 16 giugno non è un giorno come un altro per chi fa fumetti, chi li legge e li ama.


Il 16 giugno 88 muore Andrea Pazienza. Si, quest'anno è il ventennale .

Ognuno ha il suo Paz. Chi ama Pippo sballato, chi Penthotal, chi Pompeo, chi Pertini, Aficionados, Zanardi etc etc. Poi c'è chi ama tutto, c'è chi è feticista di Paz, chi su e bay cerca le cose più introvabili.



Pazienza l'ho letto per la prima volta nell'82 con Penthotal della Milano libri, prefazione di Oreste del Buono. Avevo visto la clip di Milano e Vincenzo di Fortis ma non sapevo fosse sua. Avevo 17 anni, leggevo Frigidaire, il Manifesto e il Male (che poi ha chiuso), facevo il liceo Scientifico, andavo al cineforum dopo cena il venerdì, avevo la ragazzina e i riccioli. Sentivo la new wave, anche italiana (a dispetto di Battiato). Troppo piccolo per il 68 ( tre anni) e il 77 (dodici), i primi ottanta risentivano comunque di un'aria frizzante. Votai nell''83 alle europee, i radicali candidavano Toni Negri e li votai, con sommo raccapriccio della famiglia (vecchi socialisti nenniani) ed amici comunisti.
L'82 fu l'anno dei mondiali, di Blade Runner e delle Folkland ( i Clash cantavano "straight to hell"), nelle edicole usciva "Orient Express" dove continuavano le avventure del grande Ken Parker e partiva Lo Sconosciuto di Magnus.



Ma leggere il Paz apriva una finestra sulla vita, sul movimento, parlava di storie di carne e sangue e sudore e rabbia. Qualcosa di assolutamente nuovo, autentico, cattivo, geniale.



Fino all'epilogo, quando il nostro pubblicava ormai da due anni su Comic Art . Era partito sul numero 28 (mi sembra) con una storia nuova di Zanardi.
Beh su Paz si è scritto e detto molto, film compreso.Da leggere "Prima pagare poi ricordare " di Scozzari e "Le donne, i cavalier, l'arme, la roba" di Franco Giubilei