sabato 9 febbraio 2013

La recessione di P.P.Pasolini




 Vedremo calzoni coi rattoppi; tramonti rossi su borghi vuoti di motori e pieni di giovani straccioni tornati da Torino o dalla Germania. I vecchi saranno padroni dei loro muretti come di poltrone di senatori; i bambini sapranno che la minestra è poca, e quanto vale un pezzo di pane. La sera sarà nera come la fine del mondo, di notte si sentiranno solo i grilli o i tuoni; e forse, forse, qualche giovane (uno dei pochi giovani buoni tornati al nido) tirerà fuori un mandolino. L’aria saprà di stracci bagnati. Tutto sarà lontano. Treni e corriere passeranno di tanto in tanto come in un sonno. Le città grandi come mondi saranno piene di gente che va a piedi, coi vestiti grigi e dentro gli occhi una domanda, una domanda che è, magari, di un po’ di soldi, di un piccolo aiuto, e invece è solo di amore. Gli antichi palazzi saranno come montagne di pietra, soli e chiusi, com’erano una volta. Le piccole fabbriche sul più bello di un prato verde, nella curva di un fiume, nel cuore di un vecchio bosco di querce, crolleranno un poco per sera, muretto per muretto, lamiera per lamiera. I banditi (i giovani tornati a casa dal mondo così diversi da come erano partiti) avranno i visi di una volta, coi capelli corti e gli occhi di loro madre, pieni del nero delle notti di luna - e saranno armati solo di un coltello. Lo zoccolo del cavallo toccherà la terra, leggero come una farfalla, e ricorderà ciò che è stato, in silenzio, il mondo e ciò che sarà.

giovedì 26 gennaio 2012

Giètz! (il ritorno)







Il 16 febbraio verrà ristampato Giètz!
la cosa non dovrebbe destare molto clamore, non fosse che per la casa editrice Tunué( ma non solo) la ristampa di un titolo italiano è cosa rara.per cui ringrazio tutti coloro che hanno continuato a gran voce a richiedere il lavoro di Hannes e mio fino ad oggi.Ovviamente siamo tutti contenti e orgogliosi di questo lavoro. A chi mi ha chiesto " ma ti aspettavi questo successo?" ho risposto: "si". Non per spocchia o arroganza, ero proprio convinto che il prodotto avrebbe funzionato perchè era fatto bene. Bella storia, ottimi disegni, tutto qui. E sono convinto che andrà molto bene anche il prossimo lavoro .
Quando lavori con passione, curi il prodotto in modo maniacale senza però soffocarlo, riesci a toccare le corde giuste, sai di cosa parli e riesci a gestire in maniera oculata la drammaturgia il gioco è fatto. Mi piace raccontare storie in modo classico, non mi perdo in seghe onanistiche, ciò che è importante è che tutto l'insieme risulti godibile e piacevole. Possibilmente lasciando anche qualcosa in chi legge.
Ho visto che Tunué ha pubblicato la tracklist di Giètz! mi sono soffermato a considerare quanto la musica sia importante in quel che scrivo. in Giètz, nei romanzi di Bertani, nel nuovo romanzo, la musica traborda.Sia essa jazz, autorale, new wave, pop, classica.
Avvolge tutto, la mia vita come le storie che scrivo. E il cinema.
Ho avuto modo di spiegare come in Giètz! abbia contato il cinema popolare italiano degli anni 50, quello di Raffaello Matarazzo soprattutto.Il lettore capisce benissimo quando le citazioni sono messe alla cazzo e quando sono frutto di profonda conoscenza e amore. Da lettore io me ne accorgo. Questo differenzia un lavoro-bufala da uno genuino.Succede in certe fiction televisive dove la pochezza la tocchi con mano. Mi è capitato scrivendo "verso la terra promessa". Ho dovuto guardare la fiction su Ada Sereni con la Guerritore. Un abominio storico. Ma come si può lavorare con tanta superficialità e soprattutto perchè, visto che hanno a disposizione tutto (soprattutto gran soldi)?
bene, per chi si è perso Giètz! appuntamento dal 16 febbraio in tutte le librerie dello stivale allora.
a presto

domenica 6 novembre 2011








Capita che nel giugno scorso mi viene commissionato un fumetto per il Premio Exodus.



Devo raccontare la vicenda della partenza delle navi (Fede e Fenice) che portarono gli ex deportati dei campi di concentramento nella terra di Sion. Molte di quelle navi partirono dal porto di Spezia e da Bocca di Magra. Accetto senza esitare perchè la storia è stupenda, una storia di solidarietà, lotta per la libertà, autodeterminazione. Come disegnatore scelgo l'amico Ponchione che accetta ben volentieri. Il tempo non è molto e riusciamo a pianificare 24 tavole. Il risultato lo giudicherete. Posso dire che abbiamo affrontato questa sfida con grande passione e rigore e che la storia è di un'attualità sconcertante. In Israele la mia città è conosciuta come "Porta di Sion", la mia gente come solidale .
Un episodio poco conosciuto di quella storia dell'immediato dopoguerra così caotica e complessa. Ringrazio il premio Exodus e L'Istituzione per i Servizi Culturali per questa possibilità. Posso dire che quella solidarietà e quel senso di condivisione della sofferenza altrui si riscontra anche in questi terribili giorni, nei quali la mia terra è stata così violentemente messa alla prova.

la presentazione è prevista per mercoledi 9 novembre ore 18 presso il Centro di Arte Contemporanea di Spezia .

In mostra le tavole originali