domenica 15 giugno 2008

IL POTERE NON TOLLERA DISSENSO















Eclatante la vicenda di Marta Vincenzi che caccia i giornalisti dalla conferenza stampa sul Summer Festival.
Arrogante, saccente, non si è dimessa dopo Bisteccopoli ( si è fatta un piantino) e nuova Tangentopoli genovese. E gliene viene pure. Per informazioni vedere su http://www.casadellalegalita.org/. In compenso un'azione pacifica contro l'expo della Moratti viene repressa a manganellate ( vedere su http://www.beppegrillo.it/) . Sembra di vedere Genova G8. Non è cambiato nulla

sabato 14 giugno 2008

PALUMBO! (2)




Una giornata bellissima (eccetto il tempo, inteso meteorologicamente). Peppe si è trattenuto 2 ore in fumetteria, dispensando disegni a tutti. Ha fatto breccia in ragazzini che avevano appena acquistato un simil Naruto. Gli ha rifilato 4 Lupin da antologia. I ragazzini erano felici come delle pasque! Beh poi i "soliti" Ramarro, Martin Mystere, Diabolik, autografi vari.



L'incontro, presso il backstage Cafe di piazza del Bastione, malgrado la pioggia è stato vivo e seguito. Peppe ha raccontato la vita (editoriale) travagliata del progetto Tomka, annotazioni sul mercato delle graphic novel, il boom dei fumetti allegati a settimanali e quotidiani, il sodalizio con l'Astorina e Diabolik ovviamente incalzato dal sottoscritto.

Un discorso a parte la cena alla Toa degli Aranci, presenti Armando Rossi, Susanna Raule, Marco Cantini della fumetteria Eroi di Carta, mia moglie Isabella,il sottoscritto . Il divin Palumbo ha conosciuto la squisitezza del piatto locale i " Testaroli" ed ha gradito alquanto. Si è poi lanciato in una chiacchera fenomenale, culminata in un tenero ricordo del genio chiamato Andrea Pazienza.
Dulcis in fundo, siamo saliti in camera, dove ci ha mostrato i suoi ultimi lavori. Siamo rimasti a bocca aperta (in particolar modo Armaduk)
Insomma non vediamo l'ora di riaverlo con noi.

mercoledì 11 giugno 2008

PALUMBO!




Bene, domani comincia il festival Fumetto/Letteratura, organizzato da noi (gruppo Cut Up) in collaborazione con libreria Ubik, Backstage Cafe e Fumetteria Eroi di Carta. Ho speso energie, inviato quintali di comunicati stampa (grazie anche a mia moglie Isabella), incastrato tutti gli appuntamenti. Sono contento davvero, perchè ritroverò amici che non vedo da tempo e finalmente potrò muovermi nella mia città come mai prima ho potuto. Le ragioni sono molte, ma non voglio rodermi il fegato in questa bella situazione. Che dire di Peppe, che è un'amico e un'artista eccezionale. E' stato il primo a credere in Cut Up. Il terzo numero della rivista cartacea, conteneva un numero inedito di Jumbo, che Giuseppe concepì espressamente per noi; quindi ci invitò a Milano alla libreria di Piazza del Duomo a presentare la rivista. Lì incontrai per la prima volta Oliviero Ponte di Pino e anche Antonio Caronia. Verranno tutti a Spezia e passeremo delle belle serate.

Non c'è niente di meglio

domenica 8 giugno 2008

MONTALE







Piove

Piove. È uno stillicidio

senza tonfi

di motorette o strilli

di bambini.

Piove da un ciclo

che non ha

nuvole.

Piove

sul nulla che si fa

in queste ore di sciopero

generale.

Piove

sulla tua tomba

a San Felice

a Ema

e la terra non trema

perché non c'è terremoto

né guerra.

Piove

non sulla favola bella

di lontane stagioni,

ma sulla cartella

esattoriale,

piove sugli ossi di seppia,

e sulla greppia nazionale.

Piove

sulla Gazzetta Ufficiale

qui dal balcone aperto,

piove sul Parlamento,

piove su via Solferino,

piove senza che il vento

smuova le carte.

Piove

in assenza di Ermione

se Dio vuole,

piove perché l'assenza è universale

e se la terra non trema

è perché Arcetri a lei

non l'ha ordinato.

Piove sui nuovi epistèmi

del primate a due piedi,

sull'uomo indiato, sul cielo,

ottimizzato, sul ceffo

dei teologi in tuta

o paludati,

piove sul progresso

della contestazione,

piove sui works in regress,

piove

sui cipressi malati

del cimitero,

sgocciola

sulla pubblica opinione.
Piove,

ma dove appari non è acqua né atmosfera,

piove perché se non sei

è solo la mancanza

e può affogare.

IL FANTASMA DI PINO PINELLI






Nel programma "vetrina dei politici" Ballarò, non è mancata la puntata dedicata alle vittime del terrorismo, promuovendo il libro di Calabresi "Spingendo la notte più in là".

Capita che un giorno, al lavoro, prenda in mano una copia di Gente (mi pare) o forse Oggi, non so dir bene perchè negli studi medici è sempre pieno di questa cartaccia, come se i pazienti fossero tutti cerebrolesi. Insomma sfoglio e leggo una domanda di un privato cittadino che chiede a Floris perchè non fossero state invitate le figlie o la moglie di Pinelli.

L'altra sera guardo il volume numero 7 della "Storia della prima Repubblica" di Minoli, periodo 68 e dintorni. Si parla di piazza Fontana e di Valpreda. Dell'omicidio Pinelli neanche l'ombra.

Coincidenze?

Non so ma qualcosa puzza davvero. D'Ambrosio scagionò tutti allora, compreso Calabresi, con la storia del "malore attivo", cosa che farebbe ridere se non fosse tragica. Calabresi era a capo dell'ufficio politico della questura di Milano e li è morto Pinelli, defenestrato. Punto. Ho visto il volto di Pinelli in un documentario. Tumefatta è dir poco. La morte di Pino Pinelli è, e credo resterà un caso senza risoluzione, uno dei tanti di questa Italia di servi.

DUM DUM GIRLS: LYCOS


Oh, finalmente Sonia (Aloi) ha cominciato a lavorare al nuovo episodio delle sorelle Carli, che verrà presentato alla prossima Luccacomics. Non è una storia in più parti ( come la saga di Lagoscuro) ma un'unico episodio autoconclusivo. Ecco la primissima tavola......


sabato 7 giugno 2008

DEAR MR FANTASY

La musica è importantissima per me. Ce n'è traccia in tutti i fumetti e racconti che ho scritto. E' presente anche nel romanzo che uscirà a novembre. Essendo nato a metà degli anni '60, ho assimilato i gusti dei miei genitori, che ascoltavano Sinatra, Bacharach, Herb Alpert, Sergio Mendes, Quincy Jones e via andare. Un mio amichetto di 14 anni, oggi architetto, sposato con due fantastici bimbi, mi fece scoprire i Tangerine Dream, Klaus Shulze, i primi Kraftwerk, Varese e il progressive. Gliene sono eternamente grato. Poi mi sono fatto tutti i plasticosi e truccatissimi anni '80. Se è pur vero che "Non si esce vivi dagli anni '80" come cantano gli Afterhours, c'è chi ha resistito e ne è uscito piuttosto bene (non lo dico io, ma Antonio Caronia nella prefazione di "Immune", la mia raccolta di racconti edita da Cut Up edizioni). Associates, Clock DVA, Throbbling Gristle, Straglers, Japan, Yellow Magic Orchestra, Devo, Talking Heads, Soft Cell, Joy Division, Siouxsie and the Banshees, Simple Minds e via andare.





C'era Mister Fantasy di Massarini, con i primi video di Gabriel (Shock the Monkey) o i Clash di Rock the Casbah e Lodon Calling, Siouxsie con Spellbound, Boy George di Do you really.... e gli Human league di Don't you want me (tormentone e sottofondo di pomiciata e petting in gita scolastica a Ravenna). Però ascoltavo anche tanto jazz, quello di Bill Evans, Chet Baker, Coltrane, Davis (acustico e elettrico), Jarrett, Duke Ellington. Insomma, sono sempre stato un eclettico. Miti pochi: David Bowie, Kraftwerk, Eno, Zappa, Wyatt. Qualche tempo fa un compagno di ascolti mi ha confessato:" Ma sai che non ho mai capito che musica ti piacesse?".

Eh si, perchè in quei tempi si andava molto a compartimenti stagni. Mi ricordo che nel '77, in seconda o terza media, nell'ora di musica, io portai il 45 giri di Heroes di Bowie e un altro ragazzetto portò Le freak degli Chic. Scoppiò il putiferio. Il rock contro la disco.

E pensare che nell'84 Bowie fece un disco con Neil Rodgers degli Chic, che produsse anche Laurie Anderson e Peter Gabriel. Insomma, qui sotto c'è la playlist con un pò della musica che amo ed ho amato, se vi va scorretela e vedete se vi solletica la memoria....